Ricomincio da qui


Ho cambiato casa, città e abitudini, riscoperto amici di vecchia data e sventrato al cuore la mia quotidianità. La mia vita, tutta, per intenderci. 
E la cosa assurda è che non ho dovuto neppure impegnarmi più di tanto.

Ha fatto tutto lei e all’improvviso, in una gelida giornata d’inizio Primavera. 

Il mio è stato un chiaro e tormentato ritorno alle origini.
Dopo anni di meravigliosa distanza di km e km dal piccolo paesello in cui sono cresciuto, quasi come se tutte le bestemmie mandategli in adolescenza mi si fossero ritorte contro, sono stato “costretto” a farci ritorno e piantarci le tende. Ho imparato che a seguire la via del cuore bisogna pagarne le conseguenze a breve e lungo termine. 

Ma cosa fai se la persona che più ami al mondo rischia di andarsene da un momento all’altro?
Cosa fai se tu sei dall’altro capo del mondo ad inseguire i tuoi sogni, più precisamente a Los Angeles, e quella persona implora – ma per l’immenso amore senza mai dirtelo esplicitamente - un tuo ritorno?
… E così l’ho fatto! Ho annullato i miei progetti. 
Per essere meno violenti direi in stand-by, perché se è di imprevisti che stiamo parlando, sono certo che dietro l'angolo ad attendermi, prima o poi, ci sarà un nuovo ed entusiasmante viaggio da intraprendere. 
Ad ogni modo in valigia, ripiegata sapientemente tra le delicate camice di lino, c’ho messo pure quella carriera lavorativa che a gonfie vele mi aveva condotto dove sarei voluto approdare da sempre. 
Ho acquistato un biglietto di ritorno per l’Italia e mi sono buttato fra le sue braccia. 
L'ho stretta forte forte forte. Fino all’ultimo respiro.
Senza pentirmene mai un solo e microscopico fottutissimo secondo.

Poi l'oblio. Quel senso di vuoto in cui vivi per inerzia. 
Ho riaperto a fatica il mio cuore dopo mesi di accecante inquietudine, sono andato alla ricerca di qualcosa di buono da fare in questa Terra che non sentivo più mia per avere un pretesto dalla mia parte.
Un pretesto che m’indicasse la strada della Rinascita in quelle lente giornate in cui tutto -per assurdo- scivola veloce.
Qualcosa che mi portasse a pensare che questa Vita, che tanto è stata Stronza con me, valesse ancora la pena di essere vissuta. 

Ho ricominciato a centellinare di passioni la mia quotidianità. E come facevo da ragazzino quando per sentirmi vivo inventavo da solo dentro la stanza e tutto il mondo fuori - tanto per citare il buon Vasco - storie da scrivere, canzoni da cantare e rotte di viaggi da macinare, per allenare la mente altrimenti assopita dalla maldestra noia di provincia: ho ricominciato.
Ce l'avevo tra le mie mani, davanti ai miei occhi perennemente lucidi. La Passione è stata sempre lì ad attendermi e a sussurrarmi "Quando vuoi ricominciamo. Non avere fretta".

Così nel riflesso sbiadito di giornate fatte di mille caffè e centinaia di sigarette fumate dal vento e i miei polmoni, mi sono reso conto che sarei dovuto ripartire da dove tutto era incomiciato ventisette anni fa.
Ho ripreso a cantare, scrivere storie e pianificare nuovi progetti di lavoro da voler concretizzare. 
piangere in disparte ed uscire solo col sole ed un sorriso smagliante sul viso. 
Così piano piano pure a ridire Buongiorno, quando un buon giorno magari non è. 

Piangersi addosso? Neppure per scherzo. 
Perché se c'è una lezione che ho davvero incorporato, credetemi: 
È che di VIVERE vale sempre la pena! Nonostante tutto. E se l'ho appreso da quel suo ultimo sorriso, quello d'una giovane, perfetta e bellissima mamma, potete starne certi. 

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