Intervista ad Alessio Bruno. Ab81 e la libertà di essere Pop!



Conosco Alessio Bruno da un po’ di anni grazie a quei pomeriggi trascorsi a navigare online alla ricerca spasmodica di novità e bellezza da riproporre su queste pagine. 
Ci scrutiamo da anni attraverso bacheche di facebook e profili Instagram eppure, come spesso accade in questi casi, non ci siamo mai incontrati dal vivo.
Nonostante tutto seguo il suo percorso artistico dagli esordi, senza perdermi una mossa, che ai tempi Chiara Ferragni era ancora un’ingenua fashion blogger inerba e io, credevo che per lavorare nel mondo della Moda bastasse una massiccia dose di passione. Bei tempi!
Di acqua sotto i ponti ne è passata talmente tanta che nel frattempo il buon caro Alessio con il suo talento ha messo a segno innumerevoli collaborazioni con importanti case di moda, Magazine come Cosmopolitan Italia, conquistato 116mila followers su Instagram e fan del calibro di Diane Pernet, MariaCarla Boscono, Naomi Campbell e Alicia Keys.

Artista e Graphic designer di origine pugliese, la sua storia è un genuino “romanzo di formazione” che comincia in provincia (Martina Franca in Puglia) e continua in città, più precisamente a Torino, dove formatosi artisticamente muove i primi e decisivi passi come Art director per una importante Agenzia di comunicazione per poi lasciare tutto. Ed è lì, in quel periodo di stasi volto a ritrovare se stesso, la propria identità e carattere, attraverso un periodo di lavoro in solitudine che vede la luce il brand Ab81.

Le sue opere sono un concentrato di colori sgargianti e forme geometriche. Dive del nostro tempo ingabbiate tra piume, stelle, diamanti, unicorni ed eleganti fiori, si trasformano in Icone del Sacro Impero del Pop. 
Un Re Mida, Alessio Bruno, che col suo tocco trasforma in Pop faces tutto ciò che ama e lo ispira.

C’eravamo promessi e ripromessi questa intervista a vicenda più di tre anni fa. Tre anni in cui evidentemente, assorbiti entrambi dalle nostre vite, c’era bisogno che tutto decantasse lentamente fino ad oggi. Così in questa genuina intervista – più nelle risposte che nelle domande – parliamo di arte e solitudine, ispirazioni e sogni nel cassetto. Di libertà. Perché in questo caso, in questa storia: Essere Pop significa essere liberi! 





Dalla Puglia (dove sei nato) fino a Torino dove ti sei formato artisticamente e professionalmente. Ora dove vivi?

In questo momento della mia vita mi divido tra Torino e Martina Franca, la mia città di nascita: sono un po’ un pop-viaggiatore

Hai dichiarato di aver lasciato il tuo impiego da Art Director di un’agenzia di comunicazione per “non avere paletti di sorta”. Da “soli” si lavora meglio?
Sì, come per tutte le cose arriva il tempo di cambiare. In questo momento della mia vita mi sono trovato di fronte a una situazione particolare che mi ha portato a dover prendere delle decisioni. Era arrivato il momento di voltare pagina, chiudere un capitolo della mia vita per iniziarne uno nuovo.
Se si lavora meglio non lo so: in realtà è da poco tempo che ho intrapreso questa avventura, ma posso dirti che essere in prima linea ha i suoi lati positivi ma anche negativi; ad esempio hai più responsabilità, cosa che prima non avevi del tutto.

Che rapporto hai con la solitudine e quanto questa influisce, a tuo parere, nell’essere (di un) Artista?
Mah, non saprei! Non credo che ci sia una regola. Mi è capitato di “creare” con gente intorno a me, ma ammetto che lavorare in solitudine non mi dispiace. Sicuramente ritrovarmi nel mio studio da solo influisce nel processo creativo. Diventa un momento in cui mi estraneo da tutto e inizio a razionalizzare tutto ciò che ho osservato, ascoltato nell’arco della giornata per poi trovare l’ispirazione e tradurla in creatività...per lo meno ci provo!

Descrivi l’universo AB81 a chi per la prima volta si affaccia alle tue opere.
Questa è difficile! Una domanda che bisognerebbe fare a chi guarda i mie lavori. AB81 sono io nella mia complessità, nelle mie varie sfaccettature: è l’espressione della mia creatività. È un mondo colorato, pop, ironico ma con un retro gusto dark. Una visione personale dei miei miti e degli elementi che mi circondano, e che è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.

Qual è il primo Art work che hai creato e com’è nato?
Il mio primo Artwork è stato quello dedicato al personaggio di Jessica Fletcher. È nato per gioco, per una mia passione per la Signora in Giallo, lei rappresenta un icona della mia infanzia. L'ho fatto in modo istintivo, non programmatico.

Da dove arriva l’ispirazione? Ci racconti il processo di creazione di una tua opera?

Sono fondamentalmente una persona curiosa per cui l’spirazione arriva da tutto ciò che mi circonda: un film, una canzone, un video, una foto.. Quando decido di poppizzare personaggi come Mariacarla Boscono, Alicia Keys o Naomi Campbell è perché in quel momento mi ispirano o mi comunicano qualcosa: le "popface" sono nate così, un connubio di forme gometriche, fiori, colori, quasi a ricordare delle immagini sacre in versione pop.

Essere Pop significa:
Per me essere pop significa libertà.

Il riconoscimento tra gli addetti al lavoro del fashion system fino alla collaborazione con Diane Pernet. Raccontaci com’è andata.

Come ti dicevo prima tutto è nato per gioco, ho inziato a poppizzare alcuni personaggi della moda, del cinema e della musica e a pubblicarli sui vari social, soprattutto Instagram. Un giorno, per caso, dopo aver realizzato la popface di Diane Pernet (personaggio che mi ha sempre incuriosito), sono stato contattato da una sua assistente dicendomi che Diane aveva apprezzato l'omaggio che le avevo dedicato e che per il lancio del suo profumo avrebbe voluto inserire la mia popface all’interno di una mostra a lei dedicata insieme ad altri veri artisti. Ovviamente sono rimasto incredulo...io completamente sconosciuto a tutti, che giocavo a poppizzare, scelto da un personaggio come lei. Da li poi ho avuto la fortuna di conoscere MariaCarla Boscono (mia musa), che, dopo aver visto la sua popface, mi ha contattato per conoscerci durante la fashion week di Milano...e da li è iniziato il mio percorso.

Da lì in poi Cosmopolitan Italia e numerosi stilisti ed influencers a farti la corte, elogiare i tuoi lavori e condividerli sui vari social. Con chi più di tutti ti piacerebbe instaurare una collaborazione?
 
Con tutti! Se dovessi decidere sicuramente mi piacerebbe continuare a collaborare con giovani designer, condizione che trovo sempre interessante

Ci pensi ad una mostra tutta tua?
Si, ogni tanto ci penso! Chissà forse prima o poi succederà.

Un sogno nel cassetto?
Ne ho tanti, ma forse un sogno sarebbe lanciare prima o poi una capsule collection.

Un saluto ai lettori di Modaholic:
Beh un saluto ai lettori di Modaholic non può che essere un pop-saluto!

Ab81 Pop faces: Icone Pop  in b/n di eroi del nostro tempo –moda, arte, cinema, musica- vengono trafitte, violate, ornate di fiori e figure geometriche –stelle e cunei- sormontate da rosoni gotici come Santini sull’altare.
Diane Pernet
Donatella Versace
Vivienne Westwood 
Riccardo Tisci
BJörk
Kate Moss

Lana Del Rey
Madonna
Paola Iezzi

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