Gilet di jeans e Blazer senza maniche. Perché le forbici sono le mie migliori amiche!

Ero piccola e andavano di moda gli smanicati, quella specie di piumini d'oca senza maniche. Non ne capivo l'utilità: se li indossavi con qualcosa di leggero sentivi freddo alle braccia, se li indossavi con sotto la felpa il busto si surriscaldava come quello della torcia umana. Ho passato la maggior parte degli inverni della provincia romana dove il freddo di Dicembre è sopportabile - o meglio, lo era anni fa, adesso tante cose stanno cambiando e arriva anche a nevicare -.
Qualche anno dopo, due anni fa più o meno, la moda ci ha imposto di iniziare a tagliare via le maniche dei giacchetti di jeans o di pelle e di trasformarli in gilet, lì dove partiva la manica doveva esserci per forza il segno del misfatto, i fili a vivo che fanno capire a tutti che siamo proprio una generazione di alternativi. Certo, come no. Ho abbracciato questo trend perché mi piaceva - mi fa ridere usare il verbo "abbracciare" quando sto parlando di tagliare via delle maniche - e perché le forbici sono sempre state le mie migliori amiche. Ho trasformato maglie in crop top before it was cool, jeans in shorts, shorts in gonne, gonne in vestiti, maglie in canotte e blazer in gilet. Ecco, dallo scorso anno si vedono ovunque in giro i blazer smanicati, e così anche io me ne sono accaparrata uno.
La sostanziale differenza però tra un gilet di jeans o un blazer e un piumino smanicato o un cappotto è che i secondi due sono teoricamente fatti per coprire, non per scoprire. Sono passati almeno dieci anni dai piumini smanicati e oggi ci presentano i cappotti senza maniche. E io che pensavo che crescendo non avremmo più commesso gli errori del passato. Invece di pensare al futuro si continua a rovistare nel passato, riportando in auge gli obbrobri che sarebbe il caso di lasciare nel dimenticatoio. Mi fermo davanti le vetrine dei tanti negozi fashion londinesi e penso: ma io, se mi compro un carinissimo cappotto smanicato color panna di Zara, poi sulle maniche che me ce metto? La carta stagnola? Mi arrotolo sulle braccia due buste di plastica del Tesco? O magari quelle di Sainsbury's perché sono arancioni, e pare che il tangerine sia ancora il colore dell'anno! Ma soprattutto mi chiedo: sarei disposta a spendere ottanta sterline per un cappotto al quale, oggettivamente, mancano dei pezzi? Dato che l'inverno è freddo sono autorizzata a indossare sotto un cappotto vero con delle maniche? Sopra metto quello senza maniche solo perché è cool? Sono davvero così cretina? E poi perché allora li fate comunque lunghi fino ai piedi? Le gambe vanno coperte perché altrimenti il freddo ci fa venire le vene varicose a vent'anni ma le braccia non sono così importanti? A che ci servono, in fondo, possiamo tranquillamente perdere la sensibilità agli arti superiori solo per far vedere, anche in inverno, che sull'avambraccio ci siamo tatuate una splendida rosa old school. Oppure volete tenervi i peli come stanno facendo quelle del club delle Hairy Legs e quindi è come se aveste un maglione naturale che vi permette di fregarvene dell'importanza della stoffa?
Credo che ci siano cose che si possono tagliare via e cose che devono restare attaccate dove stanno. Siamo autorizzate a mandare a fanculo un uomo che ci fa stare male, a tagliare i rami secchi delle amicizie che alzano il telefono solo per chiederti di prestar loro venti euro, a strappare i nostri jeans preferiti sulle ginocchia perché il Grunge doveva morire con Kurt Cobain e invece ancora ne subiamo gli strascichi. Non è il caso, invece, di tirare via le maniche a un indumento come il cappotto, che ci deve coprire e proteggere. Io non taglierei mai via le braccia al mio fidanzato, come fa poi, altrimenti, a prendermi in braccio?

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