La mia lunga lista dei desideri... #WishList

Non ho mai scritto una lista dei desideri, la cosiddetta wishlist, anche perché sarebbe lunga km. Così lunga che neppure i rotoloni regina basterebbero a contenerla tutta.
Avrei però potuto scrivere una letterina a Babbo Natale lo scorso Natale e sperare di ricevere qualcosa, ma è ormai da troppo tempo che non creo cartoline impiastricciate di porporina, non arriverebbero a destinazione. Ma solo perché troppo è lontana la Lapponia dal mio paesello, così a sud dello stivale.
Si matura lentamente ma si cresce troppo in fretta. E se a 14 anni si è ancora immaturi per viaggiare da soli, si è comunque già “uomini” per pretendere che quell’uomo barbuto vestito di rosso, getti dal nostro camino meravigliosi cadeaux.
In effetti è da molto prima che mi spuntasse il primo peletto in prossimità delle parti basse che non gli scrivo più una lettera. Di quelle che incominci col desiderare  “la pace nel mondo” ma in calce ci aggiungi l’elenco dei più costosi - e alla moda - giocattoli.
E comunque certe cose non le dimentichi, come quando a nove anni esaudì il mio più grande desiderio dell’epoca donandomi il primo disco delle Spice Girls.

Così in tempo di saldi - momento dell’anno in cui mi concedo qualche regalino personale data l’inaffidabilità dell’uomo barbuto - ragionavo sulla mia incapacità di fare “un affare” e sul sadismo degli e-shop e di quelle odiose (a mio modesto e sindacabile parere) wishlist.
Perché ogni serio ed affidabile store online che si rispetti possiede quest’opzione!
Ma perché dovrei inserire in una lista qualcosa che certamente desidero ma che già so - per ovvie ragioni di prezzo magari - di non potermi permettere? Giusto per sottolineare che sono uno che si accontenta di poco.
Così come spesso accade (solo perché sono un tipo coerente, sia chiaro!) aggiungo comunque alla mia “inutile” whislist del mio e-shop preferito: scarpe, accessori, vestiti...
Passano dei giorni e quindi dei mesi, fino ad arrivare al tanto atteso periodo dei saldi
Ed è allora che calato il prezzo del tuo oggetto/capo, ovviamente, la tua taglia non è più disponibile o peggio ancora terminato. 
Girato l’angolo poi, incontri sempre quell’amico. Quello vestito di tutto punto che, manco a farlo apposta, tiene a farti presente che ha acquistato online e a poco prezzo la tua felpa preferita.
E magari con due spicci s’è pure fatto un viaggetto lowcost
Di quelli che c’hai buttato il sangue e la fantasia perché i prezzi dei voli erano alle stelle, ma che comunque LUI -l’amico smanettone - l’ha pagato pochi euro.





“Crea la tua lista dei desideri e tieni d’occhio il tuo prodotto preferito” reclamano quelle centinaia di email pubblicitarie. “Ti avvertiremo quando il prezzo sarà calato!” continuano. E dulcis in fundo, sadici quanto basta: “Fallo sapere ai tuoi amici!”. Il gelo.
Ma insomma, credete davvero che la whishlist serva ai nostri amici, parenti e conoscenti per “renderci felici”? Che qualcuno di buon cuore dia retta ai nostri capricci e se la senta di sperperare denaro a nostro favore? 
A meno che a 30 anni non abbiate ancora la fortuna di avere il papi pronto a dar sollievo ad ogni vostro prurito, perché non ha problemi a strisciare la sua mastercard oro, la vedo dura.
Dopotutto, miei cari, me ne farò una ragione. Se è vero quanto dico, che neppure Babbo Natale ormai esaudisce più i miei desideri. Sì! Proprio dai tempi in cui le Spice Girls erano alla numero uno delle classifiche in tutto il mondo. E di tempo ne è passato.

P.S: Bei tempi quelli. Tempi in cui non esistevano wishlist e store online, e mi fornivo ancora in quella boutique del paese, quella che ti rivendeva a prezzo pieno abiti di vecchie collezioni, anche in tempo di saldi. Ovviamente!

E voi? Utilizzate l’opzione Wishlist? Acquistate online? Riuscite a fare degli affari? Ma soprattutto: Scrivete ancora la letterina a Babbo Natale?

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