Un viaggio alla scoperta di AntPitagora ● Quando si dice 100% Made in Italy! (Intervista)


Antonio Pitagora ancor prima di essere un eccellente fashion designer, che ha collaborato con le più note ed importanti case di moda nostrane, è un ladro di “dettagli”. Durante i suoi viaggi cattura attraverso la lente fotografica gli imponenti battenti di antichi portoni. Da Bologna a Londra, da Mosca a Praga fino a Barcellona e così via.
“Penso ai personaggi che un tempo picchiavano forte contro quelle porte per poter varcare la soglia… l'aprire una porta, in senso metaforico, ti conduce verso una nuova situazione positiva.” 
Una volta entrati nel suo mondo, scoprirete un universo fatto di stampe dal superbo design. Forti di quella artigianalità - la vera musa - d'altri tempi, preziosa, scultorea. Quei battenti, dunque, si tramutano poi in preziose stampe da apporre su t-shirt di altissima manifattura, 100% Made in Italy. 100% AntPitagora!

Dovendoti presentare ai lettori di Modaholic.com, Chi è Antonio Pitagora?
Sono un creativo a 359 gradi, il mio background si avvale di studi nel campo pubblicitario per poi scoprire e iniziare a lavorare nel campo del fashion attraverso varie e importanti case di moda femminile. Ora spero di aver avuto la giusta intuizione: il mio piccolo brand AntPitagora.. un'ardua impresa in questo periodo di crisi mondiale ma spero sia la chiave per ritrovare quel grado creativo che mi manca e di cui sono sempre e costantemente alla ricerca! 

Da dove arriva l'idea di traslare l'antica tradizione artigianale delle maniglie delle porte antiche, in stampe su t-shirt? 
Tutto nacque in un viaggio a Bologna, città ricca di quest'elemento che da sempre ha catturato la mia attenzione, ogni volta che immortalo con la macchina fotografica il battente di una porta, immagino nella mia mente una storia legata agli elementi di cui il battente è composto, ai personaggi che un tempo picchiavano forte contro quelle porte per poter varcare la soglia..
Lo considero anche un elemento simbolico di buon auspicio, l'aprire una porta, in senso metaforico, ti conduce verso una nuova situazione positiva.

Fondamentale è dunque una ricerca attuata attraverso "il viaggio". Quali luoghi hai esplorato e quali più di tutti ti hanno ispirato?
Effettivamente il battiporta, che ormai è diventato il mio simbolo, mi spinge attraverso il viaggio a scoprire nuovi posti ricchi di storia. È affascinante capire la diversità delle città attraverso questo elemento. Molti sono i luoghi che mi hanno dato emozione creativa: come dicevo, prima tra tutte Bologna ma anche Londra con le sue porte colorate o Mosca immersa nell'oro. Praga ha particolarmente attratto la mia attenzione, li i battenti delle porte sono veramente ricchi, quasi barocchi ma in realtà conservano quell'aria gotica e sofisticata che sento molto vicina al mio modo d'essere. Particolare creatività ho respirato immortalando i battenti delle porte di Barcellona, mi stanno conducendo verso un nuovo progetto di cui ancora non posso parlare... 

Cosa vuol dire al giorno d’oggi per un giovane designer poter affermare che il proprio prodotto è interamente "Made in Italy".
Per me è stata una causale fondamentale per poter decidere di avviare questo progetto... Ho voluto iniziare con la base del vestiario quotidiano: la t-shirt, c'è ne sono tante nel mondo ma poche di grande qualità e io ci tenevo che la mia lo fosse. Devo ringraziare i miei produttori: la Mood SRL che ha creduto subito in questa nuova avventura e hanno deciso di intraprenderla con me. Credo molto in loro e nella loro professionalità che ormai da anni è a disposizione di grandi case di moda come Gucci, Ferragamo, e Louis Vuitton, da questo punto di vista mi sento estremamente fortunato.

Un giovane fashion designer oggi, in una nazione come l'Italia, manifesto d'una forte crisi economica: Cosa deve e può fare, a tuo modesto parere per emergere e farsi notare?
È fondamentale avere la giusta intuizione e crederci. Bisogna lanciare un messaggio forte o saper raccontare una storia che possa attirare l'attenzione. Bisogna buttarsi a capofitto nel proprio progetto anche nei momenti più duri, penso che la tenacia, l'intraprendenza e il saper rischiare usando la testa, prima o poi faranno raccogliere i frutti sperati! Ma credo anche che fondamentale sia l'umiltà.

Chi ti piacerebbe indossasse le tue t-shirt e perché?
Il mio sogno è vederle indossate dalla gente per strada, ovviamente sarei ben lieto se a indossarle fossero anche grandi celebrità ma mi emoziona vedere la gente tra virgolette comune che interpreta la mia T-shirt attraverso il proprio stile personale, proprio per questo ho fatto una ricerca nei vari social network per rintracciare ragazzi interessanti dal punto di vista visivo e personale come Juan e Ben che interpretano le mie creazione attraverso veri e propri autoscatti che ormai fanno parte dell'immagine social AntPitagora 

Chi invece proprio non vorresti le indossasse e perché?
In realtà non saprei... vorrei che le indossassero tutti indistintamente... Ovviamente solo per avere un piacere estetico e non per lanciare un qualsiasi messaggio negativo!

Ti piacerebbe, un giorno, estendere il tuo brand e dunque pensare ad una creazione e produzione di capi che vadano oltre all'irrinunciabile capo basic come la t-shirt?
La t-sirt è stato un punto di partenza, nella mia mente sono già andato oltre, credo di aver individuato un oggetto che possa prestarsi a molteplici funzioni creative su vari supporti come accessori e altri capi diversi dalla T-shirt spero di farveli scoprire molto molto presto.

Progetti futuri?
Per ora sono proiettato verso l'inverno, realizzeremo a breve, insieme alla Mood SRL, una capsule Collection di felpe che avranno come protagonisti sempre i battenti delle porte ma con una grafica nuova e estremamente contemporanea.

Un saluto agli amici e lettori di Modaholic.com e ad Angelo.
Ringrazio Angelo per avermi pescato in questo mare del fashion e vi aspetto tutti nel mio sito per capire insieme se la mia è effettivamente è stata la giusta intuizione! www.antpitagora.com


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