Sanremo 2013 ● Il premio della critica va ad Anna Tatangelo con “Occhio, malocchio, dente, perdente”


Questa 63° edizione verrà senz’altro ricordata per...
L’irriverente Luciana Littizzetto. Senza di lei quest’edizione quasi non avrebbe avuto senso.
E speriamo che anche il prossimo anno Fabio Fazio decida di riconfermarla e trascinarsela con se su quel palcoscenico. Teatro sempre e comunque, fucina di succulente polemiche.
Quest’anno passerà alla storia la contestazione all’esibizione di Maurizio Crozza da parte di personaggi “sguinzagliati dal potere” tra il pubblico dell’Ariston.

E ricordate quando nel 2001, il leader dei Placebo (rock band tra gli ospiti internazionali di quell'edizione) spaccò la sua chitarra elettrica al termine dell'esibizione, provocando l’indignazione del pubblico presente in sala?
La band lasciò salutò Sanremo tra i fischi e lo sconcerto generale.
Manco avesse inneggiato alla più atroce delle dittature! 
Al timone di quell’edizione Raffaella Carrà che a differenza di Fabio Fazio, decise di intervenire a placare gli animi del pubblico pagante dandogli ragione.
Successivamente Brian Molko (leader della band) dichiarò in un’intervista che quel gesto voleva essere un affronto al pubblico del festival perché bigotto e conservatore. 
Gettare fango (metaforicamente, si capisce) su quei colletti inamidati e giacche in doppio petto.
E’ pur vero che arrivò ad esibirsi ubriaco (come non ci fosse un domani) e, palesemente affetto da deliri d’onnipotenza, mandò tutti elegantemente a fare in culo! 
Ma Crozza è un gentiluomo e non si sarebbe mai permesso di salutare la folla indignata con un bel dito medio!

Vi confesso inoltre che ricorderò quest’edizione anche per quello spot di Coconuda (mandato in onda nei numerosi spazi pubblicitari) con Anna Tatangelo protagonista che, mai come quest’anno, avrebbe meritato a detta del popolo di twitter un premio speciale! 
Verrebbe voglia d’incatenarsi davanti ad “Amorilandia” per protesta, se si pensa che questo jingle è un’anticipazione del suo nuovo progetto discografico.
Ma direte voi, cosa vuoi capirne tu! 
In fondo è... “tutto un altro stile”!

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