Tesori della Magna Grecia by Cosimo Vinci (Intervista)

Cosimo Vinci: Lo hanno definito un "vero anticonformista del gioco delle merci collocanti nel nostro tempo". Art-director e poliedrico designer tarantino, nel corso degli anni ha collaborato con prestigiosi brand internazionali quali Versace, Versus, Pierre Balmain, Elle, Fornarina, C. Montana e La Perla, solo per citarne alcuni. Nel 1997 a soli 26 anni fonda la Cosimo Vinci Design riuscendo così a conquistarsi un folto numero di prestigiosi clienti come, ad esempio, la nota popstar Jennifer Lopez.
A partire dal 1 Dicembre e fino al 27 Gennaio le sue creazioni saranno in mostra nel suggestivo quanto prestigioso Museo del Bijou (Sala Zaffanella) di Casalmaggiore in provincia di Cremona per una mostra dal titolo “Tesori della Magna Grecia by Cosimo Vinci”.
Presentata lo scorso luglio al MARTA Museo Nazionale Archeologico di Taranto, racchiude una sorprendente collezione di 20 Corone–Ghirlanda in oro e argento realizzate con la tecnica del laser su lastra che consente di ottenere tagli precisi su lamine sottili come fogli di carta.
Al fine di ripercorrere in chiave contemporanea la tradizione e le vestigia degli Ori della Magna Grecia di epoca aurea, queste ghirlande si fanno "simbolo di un potere da ostentare ad uso e consumo di chiunque voglia pregiarsene... chiamata  a rinnegare e dissacrare l’antico simbolo, per divenire accessorio elegante e trasgressivo, segno consumato dello scomodo valore di riferimento e mezzo narrativo di un pensiero innovativo.”
Incuriosito e catturato dalla forza visiva e concettuale delle sue creazioni leggendo quest’intervista scoprirete di più sulle sue opere quanto sull’allestimento delle sue mostre, affascinanti percorsi multi-sensoriali che investono il visitatore attraverso suoni, tattilità e profumi.

Chi è Cosimo Vinci?
L'altro giorno mia figlia Maria Vittoria vedendo i miei lavori mi ha detto "papà sei una vera star" ed io voglio crederle.
Sono un attento osservatore e amo leggere la storia cercando di sfidare la prepotenza di una modernità distratta che con troppa superficialità rinuncia alle origini del proprio essere.

Quand'è che nella tua vita hai realizzato di voler diventare un designer?
Quando nel 1997, appena ventiseienne fondo la Cosimo Vinci Design con l’ausilio di professionisti provenienti da diversi settori come: ricercatori di tendenze moda, stilisti di accessori, industrial designers e inizio una ricca collaborazione con marchi internazionali di moda e di alta gioielleria.

Qual'è il percorso che hai dovuto intraprendere affinché il tuo sogno si realizzasse?
La radice della mia formazione nasce dallo studio delle Arti Plastiche presso l’Istituto D’Arte di Grottaglie (TA), per poi evolversi nel corso di laurea al DAMS di Bologna presso il quale conseguo la specializzazione in Arte Contemporanea e Fenomenologia degli Stili, sino ad approdare alla scuola delle Arti Orafe di Firenze.

Il tuo approccio conserva quell'autentico sapore artigianale, eppure avendo collaborato con numerose maison internazionali come Versace, ti sarai di certo dovuto scontrare con quei meccanismi di produzione industriale. Questi due approcci (così distanti se vogliamo) come sei riuscito a farli combaciare?
E' la mia sfida quotidiana, quella di far coniugare le antiche tecniche orafe con la riproducibilità, creando un ponte di ideale continuità tra la tradizione della manualità colta e l’innovazione delle tecnologie contemporanee.

Da dove arriva l'esigenza di voler rievocare attraverso le corone-ghirlande,  l'antica Grecia? Perché?
La storia non va dimenticata, le proprie origini, il proprio vissuto. Ho voluto recupere le mie origini magno-greche con forza e decisione, proiettando le mie opere in un "futuro archeologico", auspicando che il tema della bellezza possa rivitalizzarsi. Essere ancora la linfa pulsante che stimola lo stupore generato dalle emozioni di fronte all’incommensurabile.
Si tratta di venti corone-ghirlanda realizzate nei materiali eterogenei di oro, argento e ottone, progettate con lo scopo di riflettere su alcuni concetti irrisolti della nostra contemporaneità. La scoperta suggestione dell’evento si ravvisa nel dualismo estetico e nella ricerca delle antinomie che le opere producono: archeologico-contemporaneo, vecchio-nuovo, moderno-antico, potere-sottomissione, sono gli argomenti di riflessione per comprendere i valori della nostra storia, della nostra cultura e del modo in cui si possono affrontare le sfide del mondo globale.

Come tu stesso hai dichiarato le tue opere giocano sulla logica dei significati multipli al fine di provocare stupore, alettare l'immaginazione… ti va di spiegarci questo concetto?
La corona si mostra senza falsi pudori, non mira ad ingannare, piuttosto aspira a mantenere le qualità estetiche di ciò che imita: la ricchezza non è valore di potere ma eleganza, oppure raffinata grazia da ostentare con animo leggero .
La compiuta desacralizzazione del simbolo corona-ghirlanda non vuole raggiungere l’obiettivo di sconvolgere e scandalizzare, piuttosto si pone il compito di riequilibrare la sempre più percorsa e plateale mistificazione del mercato, rendendo il messaggio colto fruibile per molti, quasi tendendo ad addomesticare la cultura aulica di un segno nel nutrimento di una bellezza ancora possibile.

Parliamo dunque di democratizzazione della moda… Quanta democratizzazione c’è nelle tue opere?
Mi piace l’idea di sottrarre alla corona l’immagine del potere e del  controllo di un’autorità sancita dai secoli, per tradurla in un ambito più democratico, o se si vuole di larga fruibilità, senza sminuirne la qualità colta del messaggio e dell’arte.
Nel catalogo prodotto per l’evento esprimo molto bene questo senso di democratizzazione, infatti le corone non vengono idossate da star o modelli ma da gente comune. Si tratta di volti di una “Magna Grecia” ancora attuale e di grande introspezione psicologica. I volti che ho selezionato, immortalati dalla soggettiva di Bruno Barillari,  rappresenteranno l’umanità variegata di persone “recuperate” dagli ambiti popolari e borghesi della città.
 Lo scopo di tale esposizione fotografica è trasferire nel pubblico il messaggio che ogni individuo è protagonista e potenziale vincitore di sé stesso, assoluto attore del proprio destino.

Per la realizzazione delle tue corone hai deciso di utilizzare la tecnica del laser su lastra che consente di ottenere tagli precisi su lamine sottili come fogli di carta. Ha forse a che fare anche la scelta dell'utilizzo di questa tecnica con il discorso della democratizzazione?
La collezione “Tesori della Magna Grecia”  è realizzata utilizzando il sistema di fissaggio dello “snap-off” rompere con un colpo secco, che permette al destinatario di essere attore protagonista nel montaggio dell’opera stessa. I valori che ne emergono sono quelli ludici dell’ironia pop. La novità sta nel evoluzione del segno dal bidimensionale al tridimensionale.
Il gioiello, infatti, non è più solo un'immagine evocativa dei pezzi esposti in mostra, bensì un prolungamento dell'esperienza interattiva con la mostra.

Un vero e proprio percorso multisensoriale quello che i visitatori della tua mostra avranno il piacere di vivere. Suoni, tattilità ma anche profumo… Ho trovato geniale e molto interessante l'idea di realizzare una fragranza ad hoc per inebriare i luoghi della mostra. Com'è nata quest'idea? E di che genere di fragranza si tratta?
Dal mio animo sensibile prende vita l’essenza Ghirlandomania by Cosimo Vinci Design, nata per celebrare le piante aromatiche e i fiori del mio mediterraneo, con cui si forgiavano i diademi, simbolo di immortalità, potere, celebrazione dell’io. Il mediterraneo abbraccia caloroso i suoi figli col respiro dei suoi profumi agrumati, con l’aromaticità unica del mirto tarantino e dell’alloro, il tocco verde dell’edera e la fragranza preziosa e materna della rosa che apre le porte al calore dei legni di ulivo.
La forma ludica del progetto pone anche la necessità di vedere coinvolti tutti i sensi in un gioco sinestetico di suoni, profumi e tattilità.
In collaborazione con Fragrance Designer profumeremo, attraverso un diffusore di fragranze ad ultrasuoni, le sale dell’esposizione.

Verso che direzione stiamo andando, quale sarà a tuo avviso il futuro all'interno del mondo del design del gioiello e/o più in generale del fashion system? 
L'assoluto trionfo di un artigianato artistico.

Prossimi progetti?
All’attività di Art-Director e designer associo quella di docente di Design orafo e Progettazione, naturale evoluzione di un repertorio di conoscenze che, a seguito della pratica quotidiana di designer vengono trasferite ai giovani come conseguenza di arricchimento di esperienze, la cui finalità è avviare la formazione di una generazione di creativi colti e stimolati dalle molteplici forme della comunicazione del contemporaneo.


LE OPERE
Sette Rose (oro)
Opera costruita come esperimento ludico di una memoria dal tempo antico e nobile, elaborata dalle vive mani dell’autore nell’esercizio metodico di gestualita’ lente e meditate. Qui traspare il senso di una continuita’ narrativa costruita nella tecnica contemporanea dello snapp off, celebrato racconto didattico del divenire degli eventi dall’idea al suo farsi forma definita. Le sette rose sono omaggio alla corona originale di epoca ellenistica rinvenuta da carbonara (bari) e presente in forma permanente nel museo. Chiusura di un’ ideale cerchio che sintetizza l’unicita’ del pensiero progettuale tradotto dal desrto del tempo per continuare  a raccontare un’epopea moderna.
Afrodite (argento, ottone bagno oro)
Nata dalla spuma delle onde del mare e’ la dea della bellezza e dell’amore. Uno dei suoi simboli sacri, la rosa, rinnova ed elargisce sensualita‘, fragilita’ ed eleganza, senza soluzione di continuita’, perche’ nel mito non c’e’ rosa che appassisce e la sua bellezza rimane inalterata a dispetto del tempo che passa. 
Bacche (ottone bagno oro)
Frutto dell’abbandono inebriante, della percezione olfattiva che rapisce, omaggio alla dionisiaca lietezza della festa, messaggio di una giocosa attitudine a librarsi nella spensierata giostra della vita, i cui frutti si raccolgono grazie all’indole di una ironia leggera che sa interpretare il reale senso dell’esistere.  
Omnia Vincit Amor (ottone bagno oro)
Gia’ esaltata come opera prima nell’esposizione collettiva di  “archeogioielli contemporanei”,  la corona e’ ispirata ad una saggezza antica, rinnovata nei sentimenti del nostro tempo, antisimbolo della confusa dispersione dei rituali del contemporaneo. Ornamento di una vittoria cui nessun essere umano sa opporsi: cedere all’amore e’ il giogo di una sottomissione dolce e sofferente che ricorda ai comuni mortali il valore di un abbandonarsi all’elegia suadente del sentimento.
Chrisma (argento, ottone bagno oro)
Il termine crisma deriva dal greco χρίσμα e significa unguento od unzione. Il crisma e’ un olio sacro, ritenuto il piu’ importante tra i tre oli usati nei sacramenti cristiani. Utilizzato durante il riti del battesimo e della cresima viene applicato in forma di croce sulla fronte.


COSIMO VINCI DESIGN S.A.S. 
JEWELLERY DESIGN • COOL HUNTING • ART DIRECTION • BRANDING 

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