Laviamoci la coscienza... (NO HOMOPHOBIA!)


Arriva un momento nella vita in cui presto o tardi bisogna fare i conti con le proprie debolezze. 
A volte basta un attimo e ci si lascia atterrare, sopraffare… ammazzare.
Davide (nome di fantasia) aveva solo 15 anni. Non ce l'ha fatta!
Non ha retto i colpi continui e pungenti dei suoi coetanei e quei commenti ignobili di alcune professoresse dall'animo ustionato dall'ignoranza. 
Una di loro pare l'abbia ridicolizzato e mortificato semplicemente perché si era presentato a scuola con dello smalto sulle unghie. 
Tornato a casa, in preda all'angoscia, ormai logorato dai continui insulti che andavano avanti da più di un anno, si è tolto la vita con una sciarpa lasciandosi cadere dal corrimano di una scala a casa sua.
E come se non bastasse ad assistere alla scena, il fratellino più piccolo.
Un anno fa alcuni suoi compagni di scuola avevano addirittura creato una fan page su facebook per deriderlo pubblicamente. 
Pubblicavano sue foto e agghiaccianti commenti sul suo modo di vestire, a detta loro, da "frocio".
Quello che mi auguro e che questa gente possa portare in seno quel "logorante rimorso a vita". 
Spero un giorno non molto lontano, possano pagare caro il male che hanno causato. 
Sogno che quelle professoresse vengano licenziate, allontanate, derise e incriminate e che tutti coloro che hanno reso la vita difficile ad un giovane che semplicemente amava manifestare essere se stesso, possano ritrovarsi per un motivo o un altro, nella sua stessa ed identica situazione. 
Ma se ad oggi neppure una legge anti-omofobia nel nostro paese è stata possibile non vedo quanto queste mie "bestemmie" possano colpire coloro ai quali le ho indirizzate.
Non diamo mai, purtroppo, giusto peso alle PAROLE, utilizzandole come se non avessero valenza e significato. Giudichiamo fino ad ammazzare! E poi? 
In questo caso la fragilità ha preso il sopravvento ed ha bruciato una giovane vita. 
Per un attimo dovremmo, tutti, lavarci la coscienza. Ad uno ad uno.

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