Intervista ad Helen Nonini ● La Problem Solver più famosa d'Italia

Lontani i tempi in cui il suo BlackBerry riceveva ed inviava, in media, 300 sms al giorno. Perché in ogni angolo del pianeta un cliente bisognoso d'aiuto era sempre in agguato. Quando occorreva trovare una soluzione immediata, "perché i minuti hanno il sapore dell’euro”. E la vita, quella vera, trascorreva tra un sms ed un email. 


Helen Nonini: D'adozione milanese ma cosmopolita per destino, è stata per anni top manager italiana della Quintessentialy, prima e più importante agenzia del lusso operativa in ogni angolo del pianeta. L'ho incontrata a distanza di un anno dalla pubblicazione del suo primo romanzo dal titolo “Professione Problem Solver”.

Per saperne di più sul romanzo leggi il post: Per tutto il resto c’è Helen Nonini! 

Come scrive Helen nel suo libro: "Sono una Problem Solver. Il mio lavoro, la mia vita, è trovare sempre una soluzione.” Eppure nell’animo di quest’affascinante donna stacanovista s’intrecciano le insicurezze e la semplicità di chi alla "logorante paura di non farcela” risponde con forza di volontà e determinazione, riconoscendo anche i propri limiti - sempre - per non rischiare. Tra “margini di guadagno” e "nuovi criteri e strategie d’impresa", progetti sempre nuovi ed affascinanti, un’intervista esclusiva alla Problem Solver più famosa d’Italia.

Partirei da qui, da questa spontanea e sincera descrizione che offri al lettore nel primo capitolo del tuo libro:
...Tendenzialmente la linea che separa l'ego professionale da quello personale è sottilissima. Per gli altri. Per chi non mi conosce. Per me, invece, è abissale.
Concedo poco. Lascio per strada quello che non m'interessa. Offro solo di rado quello che sono veramente, e con molta diffidenza. Mi proteggo da chi incontro. Mi proteggo sempre.”
E' realmente così o c'è qualche differenza tra la Helen del romanzo e quella reale?
In questa descrizione ancora oggi c'è sicuramente una parte di me. Quello che io sono realmente nell'intimo, nella mia vita privata, viene offerto di rado, ma al tempo stesso non ho sovrastrutture, quello che uno vede è quello che sono! 

Ad oggi quanto è cambiata la tua vita professionale in seguito alla pubblicazione di questa business novel? 
In questo anno sono cambiate moltissime cose e pur avendo una professione che non è così semplice da comprendere, ho cercato di capitalizzare innanzitutto il progetto del libro.
Continuo a svolgere la professione di problem solver ma non lo faccio più per i privati, prediligendo innanzitutto le aziende, collaborando principalmente su progetti di brand strategy e di problem solving. 
Mi sono creata una professione, anche se nei paesi anglosassoni esiste da anni. Avendo avuto il prestigio di essere pubblicata da Il Sole 24 Ore, credo si essere titolata a presidiare questo territorio.

Hai collezionato qualche nemico dopo la sua pubblicazione?
Non saprei... uno sicuramente.
In realtà credo che il libro non abbia peggiorato più di tanto quello che può essere il parere di alcune persone nei miei confronti. Tutta una serie di persone a cui non piacevo oggi hanno la scusa per non amarmi, per altre il libro è stata una scoperta di un'altra H.  

A differenza della Helen che ritroviamo tra queste pagine, hai mai avuto la sensazione - lavorativamente parlando - di non sentirti all'altezza della situazione?
Contrariamente a quello che tutti pensano io non ho questa perenne sensazione di sentirmi “sempre all'altezza”. Per certi aspetti mi reputo una donna timida e insicura, ma la mia determinazione e la mia forza di volontà sono tali da farmi superare queste paure. 
Ma è una questione “militare” e non certo di self-confidence. 
La concentrazione è alla base del raggiungimento di un obbiettivo. Credo che l'umiltà sia un asset, dove riconosco di non avere le competenze non rischio. Piuttosto riduco i miei margini di guadagno e contatto professionisti che siano in grado di aiutarmi. 

Come giudichi il fallimento?
Solo le catastrofi avvengono senza tentativi!
Nel fallimento e in questa perenne e logorante paura di non farcela c'è il peso del giudizio altrui. Quello di essere marchiati a vita come dei perdenti. Il giudizio dovrebbe avere un peso fine a se stesso, a meno che non sia il giudizio di persone che ti hanno sostenuta ed aiutata nelle tue scelte personali e quindi nel tuo cammino professionale. Il mondo è fatto al 95% da persone che non ce l'hanno fatta e da un 5% che invece emerge, questo non significa che non ne valga la pena...e poi il concetto di farcela qual è? Essere sui giornali? Guadagnare molti soldi? Dopo l'esperienza in India e quella in Quintessentially ho capito che non c'è un limite alla povertà e nemmeno alla ricchezza. L'esperienza in Quintessentially mi ha stravolto la percezione del denaro fino ad anestetizzare il mio rapporto con esso. L'importante è che uno faccia quello che desidera nella vita.

Hai deciso di non occuparti più di Pubbliche Relazioni. Perché questa scelta?
Io credo fortemente che l'ambiente delle pubbliche relazioni subirà un forte cambiamento. 
Quello che c'è oggi sul mercato è l'ultima scia - e mi domando come ancora resista - degli anni 80'.
Siamo rimasti ad una metodologia di lavoro che risponde ancora a delle esigenze e dei processi che sono legati all'affissione e alla pianificazione stampa. 
E poi è vero che oggi tutti possono ed amano improvvisarsi P.R! A volte basta invitare 50 persone ad un evento, essere “l'amica di”, “la figlia di” o ancor peggio  “l'amante di”. 
A quanti è chiaro che in realtà non è semplicemente alzando la cornetta e chiamando qualcuno per invitarlo ad una festa che fa di esso un p.r?. C'è un lavoro molto più complesso dietro...
Quindi in assenza di uno scenario concreto ed un sovraffollamento di figure professionali, io ho deciso di starne fuori e di fare la problem solver. Tanto sono la prima e sono l'unica! Le altre che verranno, arriveranno dopo di me.

Da pochi mesi hai lanciato la tua prima Sound Identity. Come ci sei arrivata?
Per riuscire in quest'operazione ho esplorato tutto il mondo della musica fino allo studio dell'analisi dei comportamenti sociali nei punti vendita, come ad esempio l'effetto della musica nei reader store. Ad oggi è abbastanza chiaro a tutti che con i molteplici device presenti, il bombardamento visivo è molto elevato. 
Ad esempio se ad una persona squilla il cellulare con il jingle della Coca Cola, a Roma come a Londra o in qualsiasi altra parte del mondo chiunque sarà in grado di riconoscerne l'appartenenza.
Dunque il corpo risponde a questi imput musicali e la sua presenza negli Store non è affatto un elemento banale o da sottovalutare, piuttosto credo fortemente tenda ad avvicinare. E con questo intendo che non possiamo portare i clienti ad avere lo stesso comportamento frenetico, a ritmo di permanenza di meno di dieci minuti, nello store come nel digital.

Con chi hai collaborato per la sua creazione?
La mia sound identity è stata realizzata dalla miglior società presente in Italia: Sound Identity (http://soundidentity.com) 
Stefano Fontana e Claudio Pella sono indubbiamente le persone più competenti con cui collaborare.  Noti per le collaborazioni con i prestigiosi brand quali Armani, D&G, Pirelli, Citroen e molti altri…  O andavo dai migliori ed avevo un criterio con cui parlare o non aveva alcun senso. Stefano ha creato la mia sound identity, non sarò certo metallica e tecnologica come invece suona il mio jingle, però quello è il futuro!

Che genere di musica ascolti?
Non ho dei gusti prestabiliti in fatto di musica, ascolto qualsiasi cosa. La prima cosa che faccio al mattino è accendere la Radio. Quindi potrebbe capitarmi di ascoltare J.Lo featuring PittBull, che ammetto essere piuttosto “tamarra” e che però mi mette di buon umore.... chiedo spesso ai figli dei miei amici di suggerirmi nuovi gruppi, nuove canzoni…
I Franz Ferdinand, I Killers,ma anche Britney Spears.
A me lei in realtà piace. Trovo che in tutto questo ciarpame risulti interessante e personalmente i suoi dischi mi piacciono. Credo risulti un bel personaggio, piuttosto divertente rispetto a molte altre popstar. 

Ritornando al libro, tu hai scritto: "La chiesa è tra i più importanti fondi immobiliari del territorio nazionale. Immobili, finanza private equity. Triangolo equilatero perfetto. Euclide un dilettante."
A me onestamente hanno sempre fatto molta impressione gli estremi che in essa convivono. 
Da una parte abbiamo tutta la schiera di quei missionari che tendono a vivere con poco e dall'altra questa potentissima casta dallo stile di vita estremamente elevato. 
Oltre a questa commistione che c'è tra il potere spirituale e quello - ormai alla deriva - della politica italiana che mi fa rabbrividire... ma ci sono dei conflitti d'interesse che vanno ben oltre.

Pochi mesi fa il Santo Padre Benedetto XVI in visita a Milano; Folle di fedeli in delirio e non poche polemiche da parte dei più razionali o scettici, a seconda dei punti di vista e casi. Ben 6 milioni di Euro dalle casse dei contribuenti sono stati stanziati per la messa in sicurezza della città e in tempi di recessioni queste cifre rimbombano come non mai. Cosa ne pensi?
Quando anni fa il Santo Padre, l'allora Giovanni Paolo II venne in visita a Como andai assistere alla manifestazione perché assalita dalla curiosità. E non ci crederai ma mi divertii moltissimo.
Lo stesso atteggiamento che vedevo a Milano in piazza Duomo sotto i balconi di Mtv quando arrivava qualche rockstar, lo riscontravo nei fedeli. Questa cosa mi fece molto sorridere... Sono stupita come ancora non ci siano dei product placement  in operazioni come questa... Ma il punto è che in realtà i meccanismi di controllo che ci sono vanno ben oltre gli interessi delle persone. Sono sempre i pedoni sulla scacchiera a pagarne le conseguenze.

Com'è essere una donna in carriera, oggi, in Italia? 
A maggio ho partecipato ad un convegno alla Camera di Commercio di Milano dal titolo “Imprenditrici d'Italia”, presenti c'erano tutta una serie di figure femminili che hanno rappresentato un pezzo importante e reale della storia di questo paese. Il fatturato dell'imprenditoria femminile sulla Camera Di Commercio Italiana di Milano impatta più di 15 miliardi l'anno. Eppure gli ultimi  allarmanti dati ci mostrano come nel nostro paese i salari di dipendenti donne siano nettamente inferiori rispetto a quelli degli uomini.

E da un punto di vista di tutela del matrimonio, ad esempio in caso di divorzio?
Credo fortemente che in Italia le donne siano decisamente sotto schiaffo sul lavoro quanto sopra tutelate da un punto di vista matrimoniale. 
Il matrimonio non può diventare uno strumento di ricatto per rivendicare la propria maternità mettendo in ginocchio un uomo, in questo caso la figura del padre, che in alcuni casi si ritrova a non avere più una vita, a volte con mogli che decidono loro stesse di avviare le pratiche di divorzio rivendicando l'affido esclusivo dei figli e accaparrandosi beni immobiliari e proprietà. Ecco, da questo punto di vista andrebbe rivista e rivalutata la figura paterna. 

Ti piacerebbe avere una tua famiglia? Crescere dei figli?
A me piacerebbe avere una mia famiglia ma non mi pongo il problema di essere all'altezza o meno di crescere dei figli. Un conto è avere dei figli e un altro è creare una famiglia, che per me vuol dire essere in due e costruire un progetto. Ma non so se ci riuscirò e se avverrà.

A proposito di famiglia, hai dedicato il tuo libro proprio a loro. Saranno orgogliosi dei risultati professionali che hai raggiunto. “L'orgoglio di mamma e papà”? 
Questa è una cosa che mi sento dire spesso. In realtà mia madre non avendo ancora ben compreso qual è il mio mestiere, ancora mi chiede di prendere in considerazione l'opportunità di farmi assumere allo sportello della Banca Popolare di Sondrio.  Questo perché è convinta che lavorando lì possa vantare 16 mensilità. 
I miei – ad esempio - non sono venuti alla presentazione del mio libro. Il libro è dedicato a loro eppure nessuno si è posto il problema di esserci. Per certi aspetti m'è dispiaciuto perché alla fine non ci sarà mai una seconda prima presentazione del tuo primo libro, credo sia piuttosto evidente.

Lo avranno almeno letto?
Mia sorella l'ha letto e s'è divertita molto. Anche mio fratello, ma magari avrebbe voluto essere più presente nel racconto. Mio padre, invece, ne ha addirittura acquistate 50 copie e ancora mi chiedo che fine abbiano fatto, a chi le avrà regalate? Mia madre invece non l'ha letto e non credo lo leggerà...Detto ciò, io sono estremamente legata alla mia famiglia, li sento spesso, ma al tempo stesso tendo a vivere un po' in un mio mondo autonomo e distaccato. 
Sai, credo che avere me come sorella o figlia possa essere molto divertente ma al tempo stesso molto ingombrante. 

Quanto credi incida l'appagamento professionale nel sentirsi felici?
L'essere felice non centra necessariamente con il sentirsi realizzata. E' più legato ad una situazione di soddisfazione personale. Oltre al fatto di non sentirsi con un peso o di peso.
La sensazione di sentirsi appagati non deve mai essere legata solo al lavoro. Il lavoro è uno strumento di crescita, il denaro è un fondamentale strumento di pagamento e non di affermazione sociale.

Pensi mai al futuro?
In realtà vivo proiettata nel futuro ma non mi pongo il problema. L'unica cosa che mi auguro è di essere sempre serena e in buona salute. Anche il semplice fatto di uscire ed andare ad un evento, incontrare gente nuova e relazionarmi con realtà differenti e non perdere mai una occasione, lo faccio sì per la lavoro, ma soprattutto perché non ho la certezza di quanto durerà questa mia vita. 
Poco tempo fa una persona mi chiese qual è il momento più bello della mia giornata. Gli risposi: “Quando mi sveglio e mi accorgo che ci sono ancora!” E non credo sia affatto una risposta così scontata.

Photo Credits
Ph1-5: Chiara Boni, scatto per l’iniziativa “La nuova Milano”. info: www.chiaraboni.it 
Ph2: A special thanks to the brand Brioni.(www.brioni.com)
Ph4: Carlo Cichero Photographer.(www.cikerophoto.com)
Ph3: Wait and See (www.waitandsee.it)

Helen Website: www.helennonini.com 

Leggi anche: Per tutto il resto c’è Helen Nonini!
Guarda i video: Incontro con Helen Nonini al Palazzo della Letteratura di Roma.
Modaholic su La3tv - Helen Nonini, Professione Problem Solver 


La Quintessentially è stata la prima ed è tutt’oggi la più importante agenzia del lusso, fondata a Londra ed operativa in ogni angolo del pianeta. 
Esclusivo club sempre pronto a soddisfare qualsiasi genere di richiesta, desiderio o semplice capriccio, pur di accontentare i propri associati dallo stratosferico conto in banca. 

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