Intervista ● Chiara Iezzi, l’altra parte di me.



Potente vocalità del panorama musicale pop italiano - famosa per essere la bionda del duo Paola & Chiara - Chiara Iezzi ci racconta del suo ultimo progetto da solista. 
Interprete della colonna sonora del film Maledimiele per la regia di Marco Pozzi (Leggi l’intervista al regista), ci confessa attraverso quest'intervista dai tratti intimisti la propria personale lotta contro l'anoressia in seguito ad un'aspra parentesi d'insuccesso professionale. 
Chiara si rialza ed intraprende la sua lotta contro il dolore attraverso lo sfogo in musica del proprio malessere.
E da quell'ardente desiderio di rinascita, che ha portato Paola & Chiara ad un notevole successo internazionale, nascono famose hit come "Vamos a bailar (esta vida nueva)."
Nel lontano 1997 con tua sorella Paola già affrontaste il tema del disturbo alimentare in una delle vostre canzoni di maggior successo dal titolo "Bella". E' un tema che ti sta particolarmente a cuore?
CHIARA: Si. Parlare di anoressia nella canzone all’epoca fu uno stimolo creativo importante come anche un vero allarme da parte nostra a tutte le ragazze giovani.
Con la musica pop si possono anche trattare temi di valenza psicologica, facendolo con leggerezza. Onestamente penso a Bella come uno dei nostri brani più riusciti, per via dell’equilibrio tra messaggio sociale e “successo pop”e mi piace dire con naturalezza che in questo nostro modo di scrivere e creare musica non siamo mai state banali.
Bella fu anche un successo estivo in radio e al Festivalbar. Non facile per una canzone con un tema così controverso.
A molte giovani ragazze, ma anche ragazzi, capita di avere un difficile rapporto col cibo. Ciò che ci nutre può influenzare carattere, identità e relazioni sociali.
Io stessa nel 98 dopo l’insuccesso del nostro secondo disco ho lottato con l’anoressia per un anno. Me ne sono poi liberata cercando in me tutto il potere creativo di cui ero capace. Per esempio, “eri un’ombra su di me” , la frase contenuta in Vamos a Bailar era l’oscurità che mi portavo dentro e alla quale sono riuscita a dire finalmente addio con le mie forze.
Ora comunque preferisco parlare del presente e dell’ “Altra parte di me”, la canzone che ho cantato nel bellissimo film di Marco Pozzi.

Com'è nata la collaborazione che ti ha portata ad interpretare la colonna sonora del film?
CHIARA: Avevo per divertimento partecipato al casting come attrice e mi ero presentata con occhiali scuri per non essere riconosciuta! Lui apprezzò molto la mia audacia , tuttavia per la parte di Sara ci voleva una teenager. Io ero già troppo adulta. Dopo la lavorazione del film mi richiamò inaspettatamente per propormi la collaborazione musicale. Marco è un regista incredibile, ama la creatività e l’arte ed è un grande esperto di comunicazione, oltre che docente in materia. Maledimiele è più di un film. E’ un vero progetto creativo. Come attrice mi ha rivelato che ha in mente una parte per me nel suo prossimo film e di questo ne sono molto felice e lusingata.

Qual è il messaggio che la canzone che interpreti "L'altra parte di me" vuole trasmettere?
CHIARA: E’ un messaggio di speranza. Presuppone l’esistenza di una parte bellissima del proprio “se’ “che può fiorire una volta che si ha avuto il coraggio di lasciar andare e trasformare la parte danneggiata, quella che non riesce ad accettarsi e non si vede bella.

Il regista del film Marco Pozzi ci ha anticipato che il brano uscirà prossimamente in digital download! Puoi anticiparci qualcosa?
CHIARA: Vero! Uscirà tutta la colonna sonora del film compresa “l’altra parte di me” e sono felicissima. Tutta l’opera musicale, curata e composta da Claudio Pellissero (il testo della canzone è firmato da Elena Fabio e Diego Calvetti) è di spessore ed è perfettamente in armonia con il ritmo del film.


Lo scorso anno il sito di Vogue Italia ha indetto una petizione affinché venisse presa in considerazione l'opzione di far chiudere i siti e blog pro-ana e pro-mia. Ti sei mai imbattuta in uno di questi siti? Cosa ne pensi? 
CHIARA: A dire il vero no. Ne ho sempre sentito parlare e non sono mai riuscita a trovare il coraggio di guardare cosa davvero fossero. Tutt’ora non sento l’esigenza di esplorare mondi così estremi , dove vere e proprie community di persone condividono gesti e rituali col fine di alimentare comportamenti fuori norma. Mi piace essere eccentrica e anticonvenzionale, ma solo su un piano artistico. Quando entrano in gioco altre aree diventa pericoloso.Con l’arte puoi osare, mentre giocare con se stessi sul filo del rasoio è un'altra faccenda. Non giudico , ma trovo spaventosa solo l’idea. Anzi, mi crea profonda tristezza. Il film di Marco è sensibile e profondo, comprendi il disagio senza il bisogno del giudizio e senza posizioni estreme o false interpretazioni sull’argomento. Tutto è espresso con cura, dolcezza e non è mai scontato. Un film scritto e diretto con grande equlibrio, senso della realtà e bellezza.

Che cos'è per te la bellezza?
CHIARA: Una domanda non semplice. Credo sia uno stato d’animo da conquistare. La bellezza secondo me è dove c’è “ascolto”e quindi amore. Dove c’è ascolto e reciprocità fra sé e l’esterno. È espressione. Infondo la bellezza è amore nella sua totalità.

Un buon motivo che dovrebbe spingere le persone ad andare al cinema a vedere questo film?
CHIARA: E’ un film necessario , un’opera creata con pura intenzione e profondità e per questo non si può non vederlo, ci riguarda tutti. Ho amato molto il fatto che Marco non ha usato nessun tipo di speculazione sul tema, anzi.
Credo che il vero cuore del film sia l’affettività ed è per questo che la storia parla a chiunque e chiunque può identificarsi. E’ La ricerca dell’amore dentro di sé e il tentativo di poterlo esprimere all’esterno cercando di superare le barriere del non essere ascoltati nei propri reali bisogni; cosa piuttosto frequente negli ambienti famigliari, dove non per cattiveria, ma per formalità, etica , distrazione e talvolta mancanza d’amore si deve corrispondere a ciò che ci si aspetta da te e non a ciò che sei realmente. Credo che ogni figlia o figlio abbia vissuto con diversi modi e situazioni, un senso di impotenza nel non riuscire a trovare la propria identità ed essere se stesso solo perché ci si sente in dovere di compiacere le persone che amiamo, come nel caso dei genitori, per non sentirci abbandonati o non accettati.

Un saluto ad Angelo e ai lettori di Modaholic.
CHIARA:Un saluto a tutti voi lettori. Grazie ad Angelo del tempo e dello spazio e complimenti per quello che fai. 
Un abbraccio, Chiara Iezzi

Photo Credits ● Photo 1: Angelo Ghidoni, Make up: Masha Brigatti. Photo 2: Andrea Giacomini. Photo 3: Paolo Santambrogio, Make up and Hair: Adrian Avaraldo.

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