Heart & Fashion: Tra gli sbadigli di un’assopita moda romana.


Ore 18.00 Arrivo alla stazione Tiburtina in Roma dopo ben sei ore di viaggio in pullman. La batteria del mio cellulare completamente scarica e nulla da leggere, sceso a terra avrei baciato l’asfalto dello stallo numero 8 che lasciava intendere il nostro arrivo a destinazione. L’ennesimo viaggio della speranza che percorro ogni volta mi vien voglia di rintanarmi a casa dai miei su in montagna. Questa volta oltretutto ho avuto la strana sensazione che qualcuno potesse rubarmi la valigia. Fortunatamente era solo una delle mie tante paranoie.
Ore 18.30 Incontro Alessandra Russo amica e fashion blogger per MeDressMe e subito ci incamminiamo verso casa. Ad attenderci un guardaroba da esaminare e l’incognita della serata: “Cosa indossare per questa sera?”

L’evento: Heart & Fashion 02. Serata di beneficenza a favore della ricerca sulla Sclerodermia (una malattia rara che colpisce sopratutto donne tra i 30 e i 50 anni) della fondazione ASRALES-Onlus che fa riferimento alla divisione di Reumatologia dell’Università Cattolica de Sacro Cuore. 
L’evento ideato e organizzato dalla consulente d’immagine Simona Travaglini, ha visto protagonisti numerosi stilisti del panorama italiano. 

Ore 20.30 Arriviamo puntuali, si fa per dire. Quel giusto quarto d’ora giustificato dal traffico cittadino e da un tassista poco efficiente e decisamente predisposto alla truffa. Di quelli che percorrono ripetutamente tre isolati prima di decidersi a trovare "la retta via" o come nel nostro caso, di quelli che azzardano straduncole interne pur di far scattare qualche euro in più sul display. Che sommate alle 10 della chiamata e le restanti 8 del giusto tragitto fanno un ammontare di circa 25 euro sborsati per il solo viaggio dell’andata.

Ore 21.00 C’è tutta o quasi la Romabene. Finanzieri, banchieri, chirurghi plastici, contesse, ex partecipanti del Grande Fratello ora affermati P.r (vedi Roberta Beta), ex modelle, modelli e/o aspiranti tali. Conduttrici di vecchia data in disoccupazione e altrettanti noti personaggi da settimanali di cronaca rosa. La cosa più divertente è sempre la voracità con la quale il buffet viene assalito. Ed è lì che anche la più elegante e composta delle contesse manda a quel paese il noioso galateo.

Ore 22.00 Che abbia inizio lo show! In passerella (a detta loro) quanto di meglio il Made in Italy abbia da offrire. Mi concentro e calmo prima di scrivere. Meglio non sparare a zero su collezioni che di originale e sofisticato hanno poco o niente. Un alternarsi di pacchianerie e abiti bizzarri. Ecco, appunto. Poi ci si chiede del perché Roma non potrà più essere l’importante vetrina dell’alta moda che invece era un tempo. Ma come dar torto a quei critici e detrattori dopo aver assistito ad uno show del genere?

La Maison Bertoletti ha portato in passerella le sue pellicce avantgarde considerate uniche ed originali, espressione del più puro design. Almeno stando a quanto si legge sulla brochure distribuita all’ingresso a tutti i presenti. Io personalmente mi astengo dal dare giudizi ed esprimere una critica per quanto riguarda la collezione in se. In ogni caso ci tengo a precisare che non amo la pellicceria e sono contro ogni forma di sfruttamento e maltrattamento verso animali, qualsiasi sia lo scopo dell’operazione.

Camillo Bona a detta di molti avrebbe dovuto stupirci. E invece neppure i suoi rinomati abiti da sposa d’alta sartoria hanno saputo rianimare i numerosi invitati, presi alla sprovvista da attacchi continui di sonnolenza. Quanti sbadigli signori miei!

La donna di Luigi Borbone sembra essere appena uscita da un catalogo di Postal Market. Abiti tweed spalmati in oro e argento e lane bouclé. Mi chiedo dove sia quella donna ambigua, dominatrice e fatale che lo stilista avrebbe voluto presentarci con la sua collezione.

Mauro Gala, che realizza abiti da oltre 20 anni nel quartier generale in via Gregoriana in Roma, ha presentato una linea (a detta sua) estremamente chic, portando in passerella abiti seducenti e romantici, realizzati con tessuti d’organza, duchesse e georgette. Per concludere il gran finale con gli abiti da sposa nei toni del beige, oro e bianco, in raso disegnato con rose astratte. Quasi fosse un decoupage. 

Nino Lettieri S/S 2011
Ma veniamo a Nino Lettieri. La sua collezione “Luxury”, presentata ad AltaRoma AltaModa 2011 è un alternarsi di abiti dalle forme geometriche, realizzati con tessuti ton sur ton come la rafia in oro e nero e piccoli volants di pelle traforata. Il nero quindi, a dominare l’intera linea e che ritroviamo anche nel pizzo chantilly dei tailleurs. Ricami e micro cristalli sulle spalline come fossero galloni militari esaltano l’intera collezione. Senza ombra di dubbio la migliore presentata questa sera.

Ariel Ortega, giovane orafo argentino (classe 1977) ha fatto brillare in passerella le sue piccole sculture particolarmente apprezzate da collezionisti e galleristi d’oltreoceano. I suoi gioielli, un mix di tribali geometrie e pietre preziose sono state accompagnate dagli abiti dello stilista emergente Nicola Ragni.


Alessio Spinelli: E’ stata la sua istallazione l’unica e sola, vera ed entusiasmante attrattiva della serata. Con le sue calzature ha saputo incantare e conquistare il gentil sesso (e non solo) presente alla serata. Vincitore della passata edizione di “Who’s on next? 2011” (concorso per giovani fashion designer indetto da Vogue Italia per AltaRoma AltaModa) ha mostrato ad una folla di curiosi le sue tre collezioni di punta: Classic Collection, Neon Collection e Any Color You like. Geniale la trovata di poter modificare i propri sandali attraverso tacchi e fusciacche intercambiabili (Any Color You Like Collection) o quella più sperimentale dei sandali con inserti al neon (Neon Collection). Una creatività effervescente, uno spiccato amore per il colore e la voglia di sperimentazione rendono le sue calzature uniche, autentiche ed inimitabili. Un giusto equilibrio tra eleganza, minimalismo e originalità. 


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