Il paese delle spose infelici: Tra sfrenata promozione e critica divisa.

L' Ufficio stampa della Fandango sa bene come promuovere i propri progetti e mai come in questi giorni ne ha dato conferma. Il film del regista Pippo Mezzapesa "Il paese delle spose infelici" (secondo film italiano in concorso) è ovunque. Dalle classiche affissioni pubblicitarie nelle più importanti strade della capitale fino a quelle sui mezzi di pubblico trasporto con il trailer a ripetizione.

Ancor più sorprendente è la distribuzione dei gadget del film, che al festival stanno andando a ruba. 
La genialata è stata quella di ricreare delle figurine panini con i volti dei giovani personaggi del film, proprio come fossero calciatori professionisti.
Perché è di calcio che si parla nel film di Mezzapesa, pur non essendo esso il fulcro di una storia che tuttavia narra la vita di un gruppo di adolescenti di provincia che "ama sporcarsi di vita", come lo stesso regista ha più volte dichiarato.
Una vita che non fa presagire nulla di entusiasmante per dei ragazzini di strada che vivono le loro giornate tra le strade della droga, tra ciminiere e inquinamento.
Mezzapesa ha infatti detto in conferenza stampa: ''Un altro motivo per cui ho voluto girare questo film e' per il quarto protagonista della storia che e' il territorio, avvelenato. La provincia di Taranto ha una bellezza ferita. Porta delle cicatrici nella terra. Le ciminiere alterano i colori del cielo e dell'animo dei personaggi''.

Boris Sollazzo de "Il Sole 24 Ore" ha scritto: "Praticamente una canzone di Max Pezzali, se non fosse che il cantante va dritto al cuore e alla pancia di chi lo ascolta, mentre qui il regista si lascia andare a virtuosismi registici tipici del cinema d'autore." 
Ed io per certi aspetti mi trovo d'accordo con lui. Perché per quanto indubbia sia la bravura e le capacità del regista e dei sorprendenti giovani attori (al quale darei subito un premio) , il film risulta piatto, a tratti noioso.
A volte ci si smarrisce dietro a scelte stilistiche di regia che a lungo andare fanno solo da contorno ad un film che peraltro non manca affatto di essenza. 

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