L’impronta del tempo


Romanzare la propria vita ritrovandosi a dover recitare una piccola parte da figurante per paura di non farcela. Rifletto e penso... A volte anche credere nei propri sogni ha un prezzo. 
Scontrarsi con il mondo in costante evoluzione, con la concorrenza, la rivalità, l’ignoranza e la ferocia di chi riesce a ridurre i tuoi sogni in brandelli.
Passeggio indisturbato per le vie del centro a caccia di un vestito per un evento che si terrà a Roma la prossima settimana e nel frattempo la mia mente vaga, sogna, adagiandosi nell’assenza di difficoltà tra pizzi e merletti, cravatte e stoffe d’ogni genere.
Entro nel primo negozio. L’effimera scelta di un abito la vivo come un’esperienza contemplativa. In religioso silenzio mi lascio catturare da colori, rifiniture e particolari. Colgo l’occasione di poter trascorrere del tempo con me stesso così poche volte che quando lo faccio non mi accorgo del suo disarmante fluire. Esco a mani vuote. Il budget a mia disposizione non mi ha permesso di poter acquistare uno splendido completo blazer.
All’uscita, rallento il passo per poter godere ancora qualche breve istante dell’aria condizionata. Fuori il caldo torrido di fine Giugno mi stordisce.
Attraverso Via Del Corso per ritrovarmi in uno dei luoghi da me preferiti. 
Entro in un libreria e incomincio a sfogliare manuali d’ogni genere, romanzi d’ogni sorta e dischi d’ogni epoca. Qualsiasi cosa ha su di se l’impronta del tempo.
Vicino ad un romanzo di Banana Yoshimoto v’è I Fiori del Male di Baudelaire. Accanto ad un album dei Sex Pistols si scontra quello di Ivana Spagna in pieno stile anni ’80. La cotonatura della sua folta chioma ancora una volta conferma la mia tesi. 
"Le cose cambieranno come è certo che cambiano le stagioni, e anche più in fretta,
e noi faremo del nostro meglio per accettarle o come disse Emy di “Piccole Donne” quand'era ancora bambina: "Un giorno cresceremo tutte, tanto vale sapere quello che vogliamo”. 

Pages