Donatella Versace: "Che parola è “sobria”? non la conosco!”

La crisi economica bussa in casa Versace, Donatella non resta a guardare, si rimbocca le maniche e depone i diamanti in cassaforte. C’è bisogno di tagli, investimenti e di forti cambiamenti per un azienda che, se pure tra alti e bassi, non ha mai gettato la spugna. La diva delle stiliste, l'anima rock e ribelle, l'anticonvenzionale dallo scomodo caratterino che le cronache vorrebbero in lite con tutti. E intanto i blog di mezzo mondo la mettono alla berlina per l’eccessivo abuso di chirurgia plastica, paragonandola addirittura ad un “Muppet”.
Ma in quanto a stile batte la giovane figlia. Insieme qualche giorno fa ad un gala statunitense di beneficenza. Perchè Dive si nasce e Donatella Versace ne è la conferma!
Da quando il suo fondatore, Gianni Versace, è venuto improvvisamente a mancare, la società si è poi divisa in 3 cospicue fette come fosse una ricca torta farcita.
Di questa fashion cake, che farebbe gola a chiunque, Donatella è vice presidente del gruppo, capo progettista della linea di moda e azionista per il 20% dell'intero patrimonio. Il 30% al fratello Santo, presidente ed amministratore delegato , e tutta la restante fetta (ovvero il 50%) all’amata nipotina del defunto stilista nonché figlia della bionda Donatella.
Qualche giorno fa apparse entrambe, madre e figlia, in forma smagliante al gala ‘amFar Cinema Against AIDS 2011’. E in quanto a carisma e scelta dell'abito, madre batte figlia. 1 a 0, stile al centro.


Ricordo bene quando la tv diede la notizia dell'assassinio di Gianni. 
Avevo solo 9 anni e già allora estasiato m'incantavo a guardare i fashion show e tutto ciò che fosse moda, stile e storia del costume. 
Fui colpito, complice la martellante strumentalizzazione mediatica, da quel disgraziato evento che commosse il mondo intero, del jet set e non.
Solo un mese più tardi avremmo detto addio anche ad una delle più care amiche e musa ispiratrice dello stilista calabrese, Lady Diana.
Era il 15 luglio 1997 quando fu assassinato davanti all'ingresso della sua villa di Miami. 
Il marchio Versace era Gianni, E' Gianni! Ma ciò non toglie che in questi 14 anni sua sorella abbia continuato a svolgere un ottimo lavoro, aggiungendo alle collezioni quel pizzico di inconfondibile femminilità ribelle dal piglio rock, marchio di fabbrica della maison e della stessa creativa.
Non ha mai dato ascolto alle voci della gente, come lei stessa spesso ama ricordare, e alla tenera età di 12 anni, truccata e "s"vestita di tutto punto, se ne andava a ballare in discoteca, scandalizzando una popolazione radicata alle forti ideologie arcaiche del profondo sud come quella di Reggio Calabria. Contro una società che avrebbe voluto la donna esclusivamente massaia o madre con prole al seguito da accudire.
E così tempo fa, alle pungenti provocazioni di Daria Bignardi, in una delle rare interviste tv italiane, rispose: "Che parola è “sobria”? non la conosco!”
Divinizzata e al tempo stesso messa alla berlina da comici e programmi tv satirici americani, (una su tutte l'imitazione che il Saturday Night Live le riserva ormai da anni), è ora al centro del mirino di blogger e stampa che l'accusano di aver esagerato con il botox e i ritocchi di chirurgia platica. C'è chi ha osato paragonarla ad un personaggio dei Muppet, i famosi pupazzi creati da Jim Henson protagonisti di celebri trasmissioni televisive americane.
Ma nonostante tutto l'inconfondibile chioma biondo platino, la frangia (che su di lei non è mai demodè) e quelle labbra a canotto, fanno di lei una delle mie stiliste preferite ed innegabilmente talentuose. E' proprio vero: "Di Donatella ce n'è una, come lei non c'è nessuna."

Pages