Anne Wintour a sostegno dei matrimoni gay!

Mentre in Italia il ministro Giovanardi se la prende con l’ultima pubblicità dell’Ikea dove figura una coppia gay, a Treviso qualcuno multerebbe i baci tra persone dello stesso sesso in pubblico. Ormai sepolta l’aggressione ai danni della deputata del Pd Paola Concia e della sua compagna, in pieno centro a Roma, sembrano essersi fossilizzate anche tutte quelle trans che durante il “boom" del caso Marrazzo facevano bella mostra nei salotti tv. Alcuni, anche troppi, non sono a conoscenza dell’articolo 3 della costituzione italiana o forse dell’esistenza in se di essa. Se Roma il mese prossimo ospiterà l’Euro Pride l’America non resta a guardare. Il problema dell’Omofobia, dei diritti umani e delle pari opportunità sembra essere caro a molti. E così neppure il “Diavolo che veste Prada” si è scomodata per qualche istante aderendo all’iniziativa newyorkese “Full Marriage Equality”.
Per venti secondi anche l'irremovibile ed irragiungibile Anne Wintour, editor-in-chief di Vogue America, scende dal piedistallo e lancia il suo appello.
"The time is now", dice, attraverso il video messaggio realizzato per l'iniziativa "Newyorkers support full marriage equality". Pronta a non discriminare e farsi partecipe di un iniziativa sottoscritta oltre che dall'algida lady di ferro dell'alta moda Usa, anche da numerosi nomi illustri del jet set a stelle e strisce.
Tra i protagonisti della campagna si annoverano Julianne Moore, Lucy Liu, Larry King, Ethan Hawke e sua moglie Ryan Shawhughes, Whoopi Goldberg, Barbara Bush, Moby, Michael Bloomberg, Mark Ruffalo e sua moglie Sunrise Coigney.
E l'Italia non resta a guardare. E' quasi tutto pronto per l'EuroPride 2011 che l'11 giugno invaderà le strade romane facendo crescere di ora in ora le adesioni di personaggi famosi e politici del bel paese a sostegno delle pari opportunità.
Da Nicoletta Mantovani a Fiorella Mannoia passando per Carmen Consoli fino all’Onorevole Di Pietro. 
Anche io con il blog Modaholic seguirò dal vivo tutta la manifestazione invitandovi a scendere tutti in piazza l’11 giugno 2011 a Roma. A sostegno di una causa che non riguarda solo ed esclusivamente la comunità glbtq, ma tutti, indipendentemente dalle proprie preferenze sessuali, di genere o d’appertenenza sociale e culturale.

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