I colori dell'India

Al galà organizzato dall’ICE e Confartigianato, il Made in Italy di maestri artigiani, stilisti emergenti e Sarli Couture seduce i top fashion buyers del continente asiatico


Nell'elegante scenario dello Sheraton Hotel Parco dei medici di Roma, la sera di giovedì 7 ottobre si è svolto lo spettacolo "I Colori dell'India". Un evento di Moda, Danza e Cinema promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato da Confartigianato Moda e dall'Istituto nazionale per il commercio estero (ICE), nell’ambito di un ampio progetto dedicato alle piccole e medie imprese italiane del settore tessile, affinché possano operare anche nel promettente mercato indiano.

Basti pensare che in quella che è oggi considerata la terza economia asiatica, l’anno fiscale 2009-2010 ha segnato un incremento del prodotto interno lordo del 7,2%, dovuto ad una crescente evoluzione e competitività commerciale confermata anche dalle recenti ricerche di mercato sul settore Moda, realizzate dall'ICE di Bombay per la Federazione Moda di Confartigianato.

Proprio per questo, dopo le visite presso aziende indiane effettuate nel mese di maggio da un gruppo d’imprenditori di Confartigianato allo scopo di verificare e conoscere la realtà produttiva locale, lo stesso è avvenuto nei giorni scorsi da parte di una delegazione di operatori indiani, giunta in Italia per conoscere e vedere più da vicino le eccellenze del settore tessile, abbigliamento e calzaturiero i cui capi, accessori e pelletterie sono interamente realizzati a mano secondo i dettami della legge 166/2009 che contempla il "100% Made in Italy".

Per festeggiare il successo di questo primo ciclo d’incontri, l'evento "I Colori dell'India" ha presentato in passerella le collezioni dei Maestri sarti artigiani di Confartigianato, impreziosite dai gioielli del Gruppo Orafo di Macerata. Nomi come Claudio Ambrogio, Ivana Maiolati e Patrizia Tittarelli, abbinati a marchi di qualità quali Maglificio Pamira, Casa d’Arte Lo Bosco, Sartoria Lia Panichi, Gemelle Donato e Sartoria Rosalba.

Ma non solo: la serata ha visto protagonisti anche giovani fashion designer italiani come Lucia Callà, Carla Casabona e il talentuoso Giovanni Percacciulo che, in omaggio all’India, ha voluto presentare un’originale rivisitazione del sari, tipico abito indiano.
Abito di 
Giovanni Peccacciulo
promette stilista emergente

"Gli stilisti emergenti – ha spiegato Percacciulo- tendono a non avere uno stile ben definito e quindi a lasciarsi influenzare dal tema che gli viene assegnato, creando spesso cose un pò scontate. E per evitare questo che ho voluto fare una ricerca tesa all'assimilazione, alla semplificazione e all’interpretazione dell'India. Mi sono detto: amala, ricorda ciò che ti ha emozionato ma resta fedele a stesso e crea qualcosa che ti rappresenti."

Una vera e propria sfida è stata anche l'utilizzo dei tessuti assegnati ai tre stilisti emergenti per la realizzazione degli abiti: “sono tessuti che ci sono stati forniti dalla Sartoria Annamaria- ha detto Percacciulo-, quindi la scelta non è spettata a noi; per di più, trattandosi di tessuti non convenzionali, ciò ha aperto almeno per me la strada della sperimentazione. Mi aspettavo di trovare dei morbidissimi chiffon, invece le stoffe erano piuttosto rigide. Ma la parte divertente è stata proprio quel work in progress che avviene quando ti si sfasano un pò i programmi e devi riprogettare tutto ciò che avevi pianificato. Tutto questo in meno di un mese!”.
Il designer ha poi precisato: “La cosa fondamentale per me era creare una collezione ispirata all'India, ma senza riprendere elementi o "simboli" inflazionati. Quindi niente tuniche o veli in testa, niente pietre preziose o pantaloni alla turca e nessuna giacca strutturata e preziosa. I miei capi non dovevano imitare uno stile, ma esprimere il gusto italiano influenzato da esperienze e sensazioni indiane”. Ricerca testimoniata in particolar modo dall’alternanza del "celare" e "svelare", una contrapposizione di concetti tipo culturale riconducibile non solo al modo di abbigliarsi.

Lo show, condotto dalla nota speaker radiofonica Rosaria Renna, ha celebrato l’India non solo con la Moda, ma anche attraverso l’esibizione della ballerina Giovanna Leva Joglekar che, dopo un inizio di carriera alla Scala di Milano si è trasferita a New Delhi per studiare e danzare sotto la guida della maestra Yamini Krishnamurti, arrivando a specializzarsi nello stile Bharatanrityam con Jayasheree Rajagopalan.

Lo stilista indiano Narendra Kumar
con l'attore Vincenzo Bocciarelli
Inoltre, in omaggio a Bollywood, la più grande industria cinematografica del mondo, è intervenuto Vincenzo Bocciarelli, primo attore italiano chiamato a svolgere il ruolo di protagonista in una produzione interamente indiana. Il film in questione, diretto da Anish J. Karinad e intitolato "In love with Kerala", è la storia di un amore tormentato, e sarà doppiato in 14 lingue diverse in tutto il mondo. In Italia dovrebbe essere trasmesso da Rai Uno all'inizio del 2011.

Tra i principali ospiti del fashion gala, big della moda indiana come lo stilista Narendra Kumar, considerato “l'Armani indiano”, l'imprenditore Vinod Kaul, famoso per aver lanciato in India marchi del calibro di Benetton, e Mogre Uday Chandrakant, che dopo aver comprato il noto brand italiano Guru, intende lanciare nel proprio paese negozi di prodotti esclusivamente Made In Italy. Presenti, inoltre, Arumugam Senthil, designer per Victoria’s Secret in India, e lo stilista emergente Barve Nachiket, che in Italia desidera portare la propria moda e collaborare con esperti del settore per accrescere l'importanza e la qualità del suo lavoro.

In loro onore, la serata si è conclusa in grande stile con i preziosi outfits della celebre maison Sarli Couture, a conferma dell'indiscutibile primato della Moda italiana, apprezzata e invidiata in tutto il mondo.

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